Sanishoes: il brevetto genovese che sanifica le scarpe e racconta il valore della stampa 3D
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Ci sono innovazioni che nascono da grandi laboratori, da lunghi studi di mercato o da progetti industriali già strutturati. E poi ci sono idee che partono da un gesto semplice, quotidiano, quasi istintivo: togliersi le scarpe prima di entrare in casa.
È proprio da questa abitudine che prende forma Sanishoes, un progetto nato a Genova con l’obiettivo di rispondere a un’esigenza concreta: sanificare le scarpe in modo rapido, controllato e pratico, riducendo la presenza di virus e batteri raccolti dalle calzature negli ambienti esterni.
L’idea si sviluppa dall’intuizione di Roberto Stasio e Alessandro Rizzi, unendo comunicazione, esperienza industriale, progettazione tecnica e attenzione verso un problema spesso sottovalutato: quello delle suole e delle scarpe come possibile veicolo di sporco e contaminazioni all’interno di case, uffici, negozi e luoghi di lavoro.
In questo percorso, anche il contributo della stampa 3D ha avuto un ruolo importante. Grazie al supporto tecnico di 3DStoreItalia, il progetto ha potuto evolversi attraverso la realizzazione di prototipi funzionali, utili per testare forme, ingombri, soluzioni costruttive e componenti prima di arrivare a una fase più avanzata di sviluppo.
Dall’abitudine quotidiana a un brevetto genovese
Durante l’ultima emergenza sanitaria molte persone hanno iniziato a lasciare le scarpe fuori dalla porta, nei pianerottoli o all’ingresso delle abitazioni. Una scelta legata al desiderio di maggiore igiene, ma anche una soluzione poco pratica e difficilmente applicabile in contesti professionali, commerciali o condivisi.
Da qui nasce la domanda alla base di Sanishoes: è possibile creare un dispositivo capace di sanificare le scarpe in tempi brevi, senza procedure complesse e con un sistema progettato appositamente per questo utilizzo?
La risposta prende forma in un macchinario pensato per trattare le calzature attraverso un sistema controllato, basato su tecnologia UV-C e su una struttura progettata per contenere le scarpe durante il ciclo di sanificazione.
Non un semplice accessorio, quindi, ma un progetto brevettato, sviluppato attraverso prove, prototipi e test tecnici, con l’obiettivo di trasformare un’esigenza nata dalla vita quotidiana in una soluzione concreta.
Una rete di competenze nata intorno al progetto
Uno degli elementi più interessanti di Sanishoes è la rete di competenze che ha contribuito alla crescita del progetto.
Accanto alla startup Trick Box, il percorso ha coinvolto realtà diverse, ciascuna con un ruolo specifico: Newlab per lo sviluppo dei sistemi illuminotecnici, C&C Marine come realtà genovese legata alla lavorazione tecnica e alla produzione di componenti, SPA - Stampaggio Plastica Affini di Rossiglione per la fase legata alla plastica e alla possibile industrializzazione, C.P.G. Lab di Cairo Montenotte per le analisi, il Dipartimento di Scienze Biomediche, Chirurgiche ed Odontoiatriche dell’Università degli Studi di Milano per l’attività di verifica scientifica, lo studio Fischetti & Weber e successivamente PRAXI Intellectual Property per la parte brevettuale, fino all’interesse di investitori come Quinto Giro Investimenti.
È una filiera che racconta bene come un’idea possa crescere quando competenze tecniche, scientifiche, industriali e progettuali si incontrano intorno a un obiettivo comune.
Come funziona Sanishoes
Sanishoes è stato progettato come un dispositivo in grado di ospitare le scarpe al proprio interno e sottoporle a un ciclo temporizzato di sanificazione. Il principio tecnico alla base del progetto utilizza raggi UV-C, una tecnologia già conosciuta per l’impiego nella sanificazione di superfici, aria e ambienti controllati.
Nel caso di Sanishoes, il sistema viene applicato alle calzature con una logica precisa: creare un trattamento rapido, chiuso e dedicato, pensato per agire sulle superfici delle scarpe senza richiedere operazioni manuali complicate.
Secondo quanto riportato nello sviluppo del progetto, il dispositivo è stato pensato per ottenere risultati in tempi molto contenuti, con cicli di trattamento nell’ordine di circa un minuto o meno, a seconda delle superfici e delle condizioni di utilizzo.
Il ruolo della stampa 3D nello sviluppo di Sanishoes
Uno degli aspetti più interessanti di Sanishoes non riguarda soltanto il prodotto finale, ma il percorso che ha permesso di arrivarci.
Come spesso accade nei progetti innovativi, l’idea iniziale ha avuto bisogno di essere verificata, modificata, migliorata e resa funzionale attraverso una serie di prove reali. È in questa fase che la stampa 3D professionale diventa uno strumento decisivo.
La prototipazione permette infatti di passare rapidamente dal disegno all’oggetto fisico, testando forme, dimensioni, incastri, componenti e soluzioni costruttive prima di arrivare alla produzione definitiva. Nel caso di Sanishoes, il supporto di 3DStoreItalia ha contribuito alla realizzazione di nuovi prototipi funzionali, rendendo possibile una valutazione concreta del progetto non solo a livello teorico, ma anche pratico.
Questo passaggio è fondamentale: quando un’idea deve diventare prodotto, non basta immaginarla o disegnarla. Bisogna toccarla, montarla, verificarne gli ingombri, correggere i dettagli e capire se la soluzione funziona davvero. La stampa 3D consente proprio questo: ridurre i tempi di sviluppo, velocizzare le modifiche e trasformare un’intuizione in un prototipo reale.
3DStoreItalia: dall’idea al prototipo funzionale
Il contributo di 3DStoreItalia si inserisce in una fase molto delicata del progetto: quella in cui l’idea deve cominciare a confrontarsi con la realtà tecnica.
Attraverso competenze legate alla modellazione 3D, alla scelta dei materiali, alla stampa FDM e alla realizzazione di componenti su misura, è stato possibile supportare lo sviluppo di prototipi utili per valutare il dispositivo, migliorarne le parti e accompagnare il progetto verso una forma sempre più concreta.
Per una startup o per un inventore, questa fase può fare la differenza. Un prototipo ben realizzato consente di presentare meglio il progetto, analizzarne i punti critici, raccogliere feedback e prepararsi con maggiore consapevolezza alle fasi successive: test, certificazioni, produzione o ricerca di partner industriali.
Sanishoes diventa così un esempio concreto di ciò che la stampa 3D può offrire al mondo dell’innovazione: non solo produzione di oggetti, ma supporto tecnico allo sviluppo di nuove idee.
Genova, innovazione e manifattura additiva
Sanishoes è anche una storia di territorio. Il progetto nasce in Liguria e coinvolge competenze diverse: ideazione, design, sviluppo tecnico, test, consulenza brevettuale e prototipazione.
Questo rende il caso particolarmente interessante perché racconta una filiera concreta dell’innovazione: un problema reale viene individuato, trasformato in concept, prototipato, testato e portato verso una possibile produzione.
In questo percorso, la manifattura additiva non è un elemento secondario, ma uno degli strumenti che permette di dare forma alle idee prima che diventino prodotti finiti. È la stessa logica che oggi sempre più aziende stanno adottando per sviluppare componenti tecnici, dispositivi su misura, attrezzature, dime, supporti, involucri e piccole serie.
Per questo Sanishoes rappresenta anche un caso utile per raccontare il valore dei servizi dedicati ad aziende, startup e progetti B2B: quando un progetto ha bisogno di evolversi rapidamente, la stampa 3D può diventare un alleato strategico per ridurre tempi, costi e incertezze.
Perché Sanishoes è un caso interessante per aziende e startup
Il valore di Sanishoes non sta soltanto nella sua funzione di sanificazione delle scarpe. Sta soprattutto nel metodo.
Il progetto dimostra che un’intuizione può diventare qualcosa di concreto quando viene supportata da competenze tecniche, test, prototipi e una visione chiara del problema da risolvere.
Per una startup, questo significa poter presentare un’idea non solo attraverso parole o rendering, ma con prototipi reali, verificabili e migliorabili. Per un’azienda, significa ridurre il rischio prima della produzione. Per chi lavora nel mondo dell’innovazione, significa avere uno strumento in più per trasformare un’esigenza in una soluzione.
La stampa 3D, in questo senso, non è soltanto una tecnologia produttiva. È una leva strategica per progettare meglio, testare prima e arrivare sul mercato con maggiore consapevolezza.
Un brevetto che racconta il futuro della progettazione
Sanishoes nasce come risposta a un problema specifico, ma racconta qualcosa di più ampio: il modo in cui oggi le idee possono svilupparsi più velocemente grazie alla collaborazione tra persone, competenze e tecnologie.
Un brevetto genovese, un dispositivo dedicato alla sanificazione delle scarpe, un percorso fatto di test e prototipi funzionali. Ma anche un esempio concreto di come realtà come 3DStoreItalia possano supportare inventori, startup e aziende nel passaggio più complesso: quello dall’idea al prototipo.
In un mercato in cui aziende, scuole, professionisti e startup cercano soluzioni sempre più rapide e personalizzate, Sanishoes mostra una direzione chiara: l’innovazione nasce quando un problema reale incontra gli strumenti giusti per essere risolto.
E la stampa 3D, in questo percorso, può fare davvero la differenza.
A cura di Dario Di Gennaro, 3DStoreItalia